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  Il programma  
  Questo sito raccoglie i profili accademici e i curricula di coloro che sono risultati vincitori della selezione istituita nell'ambito del programma "Rientro dei Cervelli" ed è stato creato per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica e la stampa sull'importanza di questo programma.

Il programma "Rientro dei Cervelli" è nato nel 2001 (D.M. 26/1/01 n.13), a cavallo tra la riforma Berlinguer e la riforma Moratti, per facilitare il ritorno dei ricercatori italiani all'estero e per incoraggiare quelli stranieri a lavorare in Italia. Per partecipare al programma, uno dei prerequisiti è di avere lavorato per almeno un trienno all'estero impegnati in attività di ricerca. Si puo' quindi partecipare ad una selezione i cui vincitori stipulano un contratto con l'università che li ha chiamati. I titolari di questi contratti, della durata massima inizialmente di tre anni, poi con il D.M. del 20 marzo 2003 di quattro anni, devono svolgere sia un programma di ricerca prestabilito sia un'attività didattica. Si tratta quindi di un impegno continuativo e a tempo pieno presso le università. L'idea principale del programma e' quella di consentire al ricercatore di lavorare nel suo paese di origine portando avanti progetti di ricerca, ristabilendo i contatti perduti, facendosi conoscere dalla comunità scientifica italiana e trasmettendo la sua esperienza e le sue conoscenze ad una nuova generazione di studenti.

L'Italia esporta ogni anno circa 30mila ricercatori e ne importa solo 3mila. Questo significa che vengono investite molte risorse nel formare studiosi che il nostro sistema non è poi in grado di trattenere. Il programma "Rientro dei Cervelli" avrebbe quindi lo scopo di recuperare, almeno in piccola parte, questo investimento sfruttando anche il fatto che coloro che hanno lavorato all'estero hanno potuto acquisire un'alta formazione e specifiche competenze, e che tornando portano spesso con sè una rete di contatti e collaborazioni con prestigiose istituzioni estere. Permettendo il rientro di studiosi dall'estero, il Ministero, in linea con analoghe iniziative europee ed extraeuropee, ha promosso quindi lo sviluppo di programmi innovativi di ricerca e l'arricchimento dell'attività didattica svolta negli atenei italiani.

Al 2006 sono tornati circa 500 studiosi distribuiti nelle varie discipline, con una preponderanza di contratti per discipline scientifiche, anche se non mancano altri campi come ad esempio la giurisprudenza, l'architettura e la filosofia.

L'iniziativa condotta finora dal Ministero dell'Università e della Ricerca di far entrare o rientrare in Italia ricercatori dall'estero è
certamente lodevole. Essa ha favorito il ritorno di numerose professionalità che stanno operando efficacemente negli atenei
italiani. Tuttavia resta un programma incompleto, poiché, nella maggioranza dei casi, non dà alle persone rientrate e meritevoli la
possibilità di inserirsi stabilmente nel tessuto accademico nazionale; infatti finora solo circa 40 partecipanti al programma sono stati inseriti permanentemente nel mondo accademico italiano tramite chiamata diretta come professori associati o ordinari. Il resto degli studiosi, trascorso il periodo di quattro anni, sono posti di fronte ad una difficile alternativa: quella di rimanere in Italia con il rischio di restare senza sostegno economico e sperare di poter partecipare a concorsi pubblici, oppure quella di ritornare all'estero dove si prospettano maggiori occasioni di lavoro nel settore della ricerca. Ci si domanda, che senso avrebbe fare tornare in Italia validi ricercatori per poi lasciarli ri-emigrare?

L'Italia è uno dei paesi europei avanzati che investe di meno in sviluppo e ricerca, costringendo cosi' molti tra i migliori ricercatori ad emigrare. Il programma "Rientro dei Cervelli" dovrebbe contribuire ad alleviare questo problema, ma non prevedendo una sistemazione a lungo termine per gli studiosi rientrati sembra destinato in larga misura al fallimento. Nell'attuale scenario economico mondiale è imperativo per ogni nazione evoluta mantenersi all'avanguardia della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico. Iniziative simili al programma "Rientro dei Cervelli" in altri paesi europei hanno dimostrato di avere il potenziale di contribuire sostanzialmente a tale obiettivo, ma solo a condizione che ci siano effettivamente prospettive permanenti per i ricercatori rientrati dall'estero.

 
 
Aggiornato il 22 agosto 2008

 
 
Le opinioni riportate in questo sito sono state compilate sulla base di discussioni, tramite una mailing list, tra un centinaio di studiosi rientrati. Vi preghiamo di segnalarci eventuali inesattezze.
 
 
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